Regione Piemonte

A Colloquio con Gianluca Vignale
primo firmatario della legge Regionale Piemonte che vieta i test psicopatologici nelle scuole di tutto il Piemonte. Ha seguito questo esempio votando medesima legge anche il Trentino e tredici Regioni Italiane hanno presentato medesima proposta.

Perchè non accada

Lei è stato il primo firmatario della legge regionale “Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti” approvata nel Novembre del 2007 dal Consiglio regionale del Piemonte. Quali sono stati gli elementi o i fatti che l’hanno spinta a questa iniziativa legislativa?

“Perché non Accada” anche in Italia. Come recita la vostra Campagna. In Italia, infatti, stava accadendo quello che era già avvenuto (e sta continuando ad avvenire) negli Stati Uniti, ma anche nelle vicine Francia e Germania. A milioni di bambini veniva “diagnosticata” una “pseudomalattia”, la sindrome da Iperattività o deficit da attenzione (ADHD), tramite risibili test all’interno delle scuole. Con ciò non solo si individuavano bambini diversi e non, ma soprattutto una percentuale di costoro rischiavano di essere curati con farmaci che fino al 2005 erano classificati come droghe.
Da padre allora mi sono domandato, qual è il genitore che curerebbe il proprio figlio per una finta malattia con una droga?
La legge è servita a vietare i test (veri strumenti di marketing per la vendita dei farmaci) nelle scuole, ma soprattutto a far comprendere che nessun interesse economico può essere messo di fonte la salute dei nostri figli.

Altre regioni italiane hanno poi seguito l’esempio e approvato simili strumenti legislativi?

Una legge identica a quella piemontese è stata approvata dalla Regione Trentino e, anche sulla scorta delle leggi approvate, il Ministro della Pubblica Istruzione, On. Maria Stella Gelmini, ha trasmesso una circolare con cui ha vietato la possibilità di fare test sull’ADHD all’interno di tutte le scuole italiane.

Quali garanzie e tutela fornisce questa legge ai cittadini?

La principale tutela è quella di evitare che ai nostri figli siano diagnosticate malattie inesistenti con ridicoli test e soprattutto l’approvazione e la precedente discussione della legge hanno interessato molti mezzi di comunicazione, associazioni, scuole e genitori. Ciò è stato determinante per combattere una battaglia contro la medicalizzazione inutile e dannosa dei nostri figli grazie a una battaglia culturale.
Al tempo stesso la legge non pone limitazioni. Qualora un genitore intenda verificare l’eventuale esistenza della sindrome può recarsi presso un centro dell’Azienda sanitaria locale però a sua scelta.

Sapeva che la legge “Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti” è la prima in Europa nel suo genere?

Sì, ma non soltanto in Europa. È la prima legge di tutto il mondo occidentale (Europa e Americhe) che si fonda su due capisaldi: divieto di somministrazione di test nelle scuole e soprattutto obbligo per il medico che prescrive sostanza psicotrope di fornire, in forma scritta e in modo dettagliato, oltre ai vantaggi presunti, esaurienti informazioni in ordine agli effetti collaterali del farmaco consigliato. (consenso informato)

I cittadini possono fare qualcosa per tutelarsi in questo ambito?

Fare estremamente attenzione all’interno delle scuole materne ed elementari che alcuni interventi proposti ai genitori per il bene dei figli non siano, in realtà, modalità per creare falsi problemi di salute fisica e mentale.

Su quali progetti sta lavorando attualmente e perché.

Sempre in merito alla difesa dei minori da più di due anni mi sto battendo perché non vi siano più bambini orfani con i genitori in vita. Solo nella Regione Piemonte più di 3500 bambini sono stati allontanati dai loro genitori e oggi vivono in Comunità alloggio, in affido o in adozione presso altre famiglie.
L’Osservatorio regionale sull’infanzia e l’Assessorato alle Politiche sociali hanno valutato che più del 80% dei casi di allontanamento avviene per “incapacità genitoriale” o per “impossibilità (spesso economica) dei genitori a seguire i figli”.
Qual è l’assistente sociale, l’insegnante che può giudicare nel rapporto filiale fra genitori e figli o che un padre o una madre non hanno la capacità per fare il genitore? E badate non stiamo parlando di casi di abbandono, violenze o maltrattamenti.
Un paese civile come l’Italia non mi pare possa permettersi di avere 40.000 bambini allontanati dalle loro famiglie. Perché ciò accade. Per molti motivi, ma come sempre vi è un interesse economico che non può essere nascosto.
I 1400 bambini che oggi in Piemonte vivono in Comunità alloggio costano ai piemontesi più di 50 milioni di euro versati ai gestori delle Comunità.
Con la stessa cifra potremmo seguire, proposta che ho avanzato all’assessorato regionale, il triplo di bambini, ma con un educatore nelle loro abitazioni. Aiutando così famiglie in difficoltà e seguendo un numero triplo di minori, senza allontanarne nessuno dalle loro famiglie.

Il Consigliere Gian Luca Vignale e la Madrina Elisabetta Armiato

Il Consigliere della Regione Piemonte Gian Luca Vignale ed Elisabetta Armiato,
Madrina della Campagna, con i libri di Cattivik e Lupo Alberto

Bruno bozzetto

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