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SECOLO D'ITALIA >>link
Gio 29/03/2007
L'Europa e l'Italia vanno verso un impiego sempre più deciso delle sostanze psicotrope mentre gli Stati Uniti fanno marcia indietro. Fondamentale il consenso informato dei genitori.
PSICOFARMACI PER I BAMBINI:
UN DDL CONTRO LE TERAPIE-CHIC
La proposta trasversale mira a vietare nelle scuole test sullo stato psichico degli alunni
Roma. Una volta i bambini vivaci finivano dietro la lavagna, oggi possono trovarsi imbottiti di Ritalin o Prozac. E' l'effetto della tendenza a considerare irrequietezza e difficoltà di concentrazione come patologie. Con la conseguenza di una cura a base di psicofarmaci, alcuni dei quali da questa settimana possono essere somministrati anche a bambini di appena otto anni. Proprio per questo è stato presentato al Senato un disegno di legge trasversale, primi firmatari Marcello De Angelis, di AN, e Loredana de Petris, ei Verdi. Due misure simili sono state prese anche alla regione Piemonte, su iniziativa del consigliere Gian Luca Vignale, e in Veneto per volontà dell'assessore Elena Donazzan. I provvedimenti si pongono l'obbiettivo di favorire un diverso approccio ai disagi infantili, senza divieti ma rivendicando l'obbligo del consenso informato per i genitori prima che i figli vengano sottoposti a terapie con psicofarmaci.
La necessità di una piena consapevolezza da parte dei genitori è n urgenza, dettata anche da alcuni provvedimenti recenti dell'Aifa, l'Agenzia Italiana del Farmaco. Tre giorni fa è diventato operativo il via libera dell'Agenzia che abbassa l'età per la prescrizione del Prozac dai 14 agli 8 anni. Il dispositivo è stato giustificato con la necessità di uniformarsi a una decisione dell'Emea (il corrispettivo europeo dell'Aifa) ed è stato accompagnato da alcuni paletti:<<La prescrizione del Prozac - si legge in una nota dell'Aifa - viene limitata alla definizione di un piano diagnostico-terapeutico da parte di specialisti in neuropsichiatria o psichiatria infantile. Tale limitazione corrisponde all'esigenza di circoscrivere l'impiego del Prozac ai casi di documentata necessità>>, quando nel bambino "depresso" non ci siano risposte dopo 4-6 sedute di analisi. Le limitazioni sono apparse un palliativo rispetto a un provvedimento che di fato consente sui bambini l'uso di sostanze molto potenti e con numerose controindicazioni. Poche settimane fa, inoltre, l'Aifa aveva dato il via libera anche al Ritalin, un farmaco uguale e opposto al Prozac: se il primo è un anntidepressivo, il secondo mira a contrastare l'Adhd, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività.
Le rilevazioni svolte negli Usa dalla Citizen comission on human right (Cchr) sui risultati e sui danni degli psicofarmaci <<hanno portato-spiega il testo presentato al Senato- all'appravazione di 39 provvedimenti restrittivi in 25 Stati americani e di due leggi federali>>. Il risultato è che l'Europa e l'Italia vanno verso un impiego sempre più deciso degli psicofarmaci proprio mentre gli Stati Uniti fanno marcia indietro. Le due circostanze, secondo De Angelis e de Patris, sono collegate:<<Negli Stati Uniti fino a poco tempo fa le aziende farmaceutiche registravano incassi stratosferici per la vendita di sostenze psiotrope. Le nuove norme hanno determinato una restrizione del mercato che ha spinto le ditte a "conquistare" il Vecchio Continente. Così, in breve tempo in numerosi Paesi Europei si è riscontrato un aumento di diagnosi di iperattività, deficit d'attenzione e di altre patologie simili in miglioni di bambini in età scolare>>.
il giro d'affari, tra farmaci e indotto, che l'Adhd può mettere in moto in Italia lo illustra il Dottor Roberto Cestari, direttore scientifico della campagna "Perchè non accasa", che è anche l'ispiratore delle iniziative di legge, e presidente nazionale dei Comitato dei cittadini per i diritti umani onlus (corrispettivo nazionale della CCHR). <<I nostri calcoli-spiega-sono presuntivi, ma non lontani dalla realtà. Si parla di una diagnosi di Adhd sul quattro per cento dei bambini, a questa vanno aggiunte le altre sindromi, dalla depressione alla sindrome ossessivo-compulsiva. Si può arrivare a una stima si tre miliardi di euro l'anno si spesa farmaceutica, ma se si aggiunge anche l'indotto medica la cifra sale a dismisura>>.
La partita, quindi, è pari quasi a una finanziaria e può prendere le mosse da un'azione semplicissima: la somministrazione di un test agli allievi delle scuole. Il test viene redatto da uno degli 83 centri accreditati per la diagnosi e la cura delle sindromi infantili, talvolta passa attraverso gli psicologi scolastici, per arrivare nelle mani degli insegnanti, dei genitori o degli stessi alunni. Una volta compilato torna al centro medico. Allegata alle proposte di legge c'è anche la copia di un questionario tipo che investiga su disattenzione e iperattività/impulsività. Nove domande per problma che vanno da il bambino <<compie errori di negligenza?>>, <<Quando gli si parla sembra non ascoltare?>>, <<Si lascia distrarre facilmente da stimoli esterni?>> per arrivare a <<Da seduto giocherella con mani e piedi?>>, <<Manifesta irrequietudie correndo e arrampicandosi dappertutto?>>, <<Parla continuamente?>>. Le risposte possibili sono: <mai> zero punti;<qualche volta> un punto; <spesso> due; <molto spesso> tre. Dai 14 in su è riconosciuta una sindrome. Non è difficile capire che bambini "positivi" e, quindi, candidati alla cura possano essere moltissimi. E' per questo che l'altro nodo della legge De Angelis-De Petris chiede di evitare la somministrazione di questi test.
Annamaria Gravino
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