La Voce di Mantova, lettere - 07.07.2006
Senza prove scientifiche, ci si inventa assurde malattie nella prima età
Anche i bimbi son depressi. È la fine.
Egregio Direttore,
in qualità sia di mamma che di insegnante non posso non comunicare, attraverso questa lettera, il mio grande sgomento e tormento interiore in
merito a tutto quello che oggigiorno sta ruotando attorno al mondo del bambino. Una volta si parlava di «Caccia alle streghe», oggi il bersaglio
principale è il «bambino», ad ogni costo!
E per colpirlo una parte di psichiatria
ha coniato delle malattie le cui diagnosi
non sono supportate da evidenze scientifiche,
ma si basano unicamente sulla catalogazione
di soli sintomi. Ed ecco I'ADHD, ovvero
il Disturbo da Deficit di Attenzione e
Iperattività, considerata una malattia e inserita
nel DSM, Manuale Diagnostico e Statistico
dei Disturbi Mentali, ma che in realtà significa solo un insieme di sintomi e comportamenti.
Gli unici strumenti che vengono
utilizzati per diagnosticarla sono liste di domande
(www.perchenonaccada,org) non esami
del sangue o altro test biologico che consentono
di accertare la presenza o l'assenza di
una malattia mentale (http://www.adhdfraud.org/). Il farmaco prescritto per la cura
di questa fantomatica "malattia" è una droga,
un'anfetamina, che già negli anni '70 era in
voga presso alcune comunità di tossicodipendenti
negli Usa, il metilfenidato, che ha già causato vittime fra i piccoli (http://www.ritalindeath.com/) e anche quando non se ne abusa i suoi
effetti collaterali includono cambiamenti di
pressione sanguigna, angina, perdita di peso
e psicosi tossica e durante la fase di astinenza,
il rischio di suicidio.
Ma non è finita qui! Si parla anche di altre "malattie", considerate da alcune correnti
psichiatriche di origine neurobiologica, dovute
ad alterazioni genetiche: la dislessia e
disturbi dell'apprendimento, discalculia, disortografia,
disgrafia.
Ma se ciò fosse vero, dove sono le prove scientifiche
che ne dimostrano l'esistenza?
Nelle scuole italiane si vanno sempre più affermando
corsi di aggiornamento e formazione
per docenti e famiglie, i quali vengono
imbottiti di false informazioni su questi nuovi "disturbi", mentre vengono somministrati
agli alunni questionari, sondaggi, rilevamenti
per individuare i bambini "affetti da tali disturbi".
Dulcis in fundo...: ecco arrivare la depressione
anche nei bambini e l'autorizzazione
recente dell'Emea (l'Agenzia Europea per la
sicurezza e l'Efficacia del farmaco) alla somministrazione
del Prozac (http://it.wikipedia.org/wiki/Prozac) a partire dagli 8 anni in
su. Ho letto sul Corriere della Sera del 3 gennaio
2005 che (riporto testuali parole) "la
fluoxetina, il principio attivo del Prozac, era
stata accusata di scatenare drammatici effetti
collaterali, da modificazioni del comportamento,
al suicidio, a forme incontrollate di
aggressività".
In una trasmissione sento dire che già nel primo
anno di età esistono due momenti, il terzo
mese e l'ottavo, in cui il bambino è a rischio
di depressione e ciò si può manifestare attraverso
la diminuzione del movimento, dell'attività esplorativa, l'assenza di fame ...
A dir poco sconvolgente! Uno può dire qualsiasi
cosa, certo; esiste la libertà di pensiero
(articolo 18 della Dichiarazione Universale
dei Diritti Umani)! Ma quando affermazioni e annunci non comprovati
dalla sperimentazione passano per verità scientifiche e hanno portato a conseguenze
come la morte, allora io dico: "Qui si sta
assistendo ad una politica del profitto ad ogni
costo, che sembra essere in grado di superare
ogni genere di scrupolo, compreso quello relativo
agli effetti devastanti che questi psicofarmaci
causano giornalmente".
Ritengo che la scuola svolga un ruolo sia educativo
che didattico ed ogni bambino, che la
frequenti, abbia il diritto sia di crescere in
modo sano ed equilibrato, di consolidare, potenziare
le conoscenze applicandole poi nella
sua vita e sviluppare la propria personalità.
Per raggiungere questi obiettivi sono necessari
sia insegnanti professionisti formati con
una buona pedagogia, dotati di un valido ed
efficace metodo di studio, armati di buona
volontà e amore per l'infanzia, sia genitori con
il diritto e il dovere di aiutare l'istituzione
scolastica nelle scelte educative e nel genere di
istruzione da impartire ai loro figli (art.26
della Dichiarazione Universale dei Diritti
Umani).
"Le scuole servono per imparare. Non servono
per esperimenti psichiatrici su giovani
menti" (Bruce Wiseman, autore di Psychiatry:
the Ultimate Betrayal, pag.385).
Voglio continuare a lavorare coi bambini, guidarli
gradualmente verso I'agognata competenza
di cui possano essere orgogliosi!
(Lettera firmata) |