Editoriale, Latina Oggi - 16.07.2006
Scrive un insegnante
Psicofarmaci ai bambini: lo sgomento
Egregio Direttore,
in qualità sia di mamma che di insegnante non posso non comunicare, attraverso questa lettera, il mio grande sgomento e tormento interiore in
merito a tutto quello che oggigiorno sta ruotando attorno al mondo del bambino. Una volta si parlava di «Caccia alle streghe», oggi il bersaglio
principale è il «bambino», ad ogni costo!
E per colpirlo una parte di psichiatria ha coniato delle malattie le cui diagnosi non sono supportate
da evidenze scientifiche,, ma si basano unicamente sulla catalogazione di soli sintomi.
Ed ecco I'ADHD, ovvero il Disturbi da deficit di attenzione e iperattività, considerata una malattia e inserita nel DSM, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, ma che in realtà significa solo un insieme di sintomi e comportamenti.
Gli unici strumenti che vengono utilizzati per diagnosticarla sono liste di domande
(www.perchenonaccada.org),non esami del sangue o altro test biologico che consentono di accertare la presenza o l'assenza di una malattia
(http://www.adhdfraud.org/). Il farmaco prescritto per la cura di questa fantomatica malattia è una droga, un'anfetamina, che già begli anni '70 era in voga presso alcune comunità di tossicodipendenti negli USA, il metilfenidato, che ha già causato vittime fra i piccoli (http://www.ritalindeath.com/) e anche quando non se ne abusa i suoi effetti collaterali includono cambiamenti di pressione sanguigna, angina, perdita di peso e psicosi tossica e durante la fase di astinenza, il rischio di suicidio.
Ma non è finita qui! Si parla anche di altre malattie, considerate da alcune correnti psichiatriche di origine neurobiologica, dovute ad alterazioni genetiche: la dislessia e i disturbi dell'apprendimento, discalculia, disortografia, disgrafia. Ma se ciò fosse vero, dove sono le prove scientifiche che ne dimostrano l'esistenza? Nelle scuole italiane si vanno sempre più affermando corsi di aggiomamento e formazione per docenti e famiglie, i quali vengono imbottiti di false informazioni su questi nuovi disturbi, mentre vengono somministrati agli alunni questionari, sondaggi, rilevamenti per individuare i bambini affetti da tali "disturbi".
Ritengo che la scuola svolga un ruolo sia educativo che didattico ed ogni bambino, che la frequenti, abbia il diritto sia di crescere in modo sano ed equilibrato, di consolidare, potenziare le conoscenze applicando poi nella sua vita e sviluppare la propria personalità.
(Lettera firmata) |