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Il Venerdì / Repubblica >>link
23.06.2006
Quattro Onlus si sono unite in un comitato in difesa dei piccoli con deficit d'attenzione
Piccoli iperattivi, no ai farmaci
C'è chi ha a cuore i bambini iperattivi con deficit di attenzione, che in Usa chiamano Adhd (Attention deficit hyperadivity disorder), un disturbo che in Italia riguarda meno del 2 per cento dei preadolescenti.
A farsene carico sono quattro Onlus - Asvi, Ccdu, Cesvi e Wda-Europe - che hanno dato vita al comitato Perché Non Accada Anche in Italia. Il pericolo da scongiurare è quanto avviene negli Usa già da trent'anni dove, nelle scuole, i bambini ipercinetici vengono individuati attraverso test a domande e poi sottoposti a farmaci - come ad esempio il Ritalin (normale, ad effetto duraturo o nella confezione cerotto) - che agiscono su di loro, modificandone il
comportamento e le percezioni.
Il comitato non disconosce i problemi dei singoli bambini. ma sottolinea l'errore di fondo: cioè la
creazione di categorie diagnostiche che accorpano problemi di natura diversa. Ogni bambino dovrebbe infatti aver diritto a soluzioni appropriate, alla tutela della sua crescita e alla propria espressione creativa.
Al contrario, le diagnosi fatte con i test e la conseguente etichetta affibbiata al piccolo "discolo" come persona da curare, è quanto di più a-scientifico e dannoso si possa immaginare, sostengono le Onlus del comitato.
Un dato da considerare è anche il fatturato della Novartis, la multinazionale che produce il Ritalin, che è aumentato quest'anno del 15 per cento. A sostenerne l'uso, tuttavia, c'è l'associazione degli psichiatri Usa e
un'associazione di genitori di bambini con Adhd. Il Comitato ha intanto diffuso un milione
di copie di un opuscolo con notizie sul tema, per scongiurare rischi di un'emulazione dei sistemi in vigore negli USA.
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