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SOS BAMBINI : Il Prozac? Si può dare già a otto anni

Dopo gli Usa, dove il limite è di sei anni, via libera anche in Italia al famoso psicofarmaco. Ma moltissimi medici sono contrari: "Dal tranquillante si può passare in fretta ai farmaci invasivi"

MILANO, 10 giugno 2006 - Via libera al Prozac ai bambini dagli 8 anni in su. L'approvazione dell'Emea, l'Ente europeo per il controllo del farmaco, segue di due anni l'autorizzazione negli Usa dello stesso prodotto ai bambini di 6 anni.

E l'onda lunga dell'inclinazione tutta americana a somministrare ai bambini psicofarmaci, sta per toccare anche l'Italia. Da noi sono circa 30mila i piccoli sottoposti a questo tipo di terapia, negli States 11 milioni, più del 13% dell'intera popolazione.

Ma a qualcuno questa impostazione terapeutica non sta bene. È il caso del dottor Roberto Cestari, che dopo aver trascorso gran parte degli anni ’90 organizzando delle ispezioni non annunciate nei residui manicomiali italiani ignorati dalla legge Basaglia, oggi ha iniziato una nuova battaglia, quella contro l'Adhd, Attention Deficit Hyperactivity Disorder, tradotto Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività.

Un tema finito in tv e sui giornali dopo l'allontanamento da una scuola milanese di un bambino che il preside aveva definito iperattivo quindi da curare.

Dottor Cestari, ma sono veramente da curare questi bambini iperattivi?
«La nostra battaglia vuole dimostrare che l'Adhd non esiste, è solo un'invenzione di marketing. La psichiatria e le case farmaceutiche hanno scoperto una nuova fascia di mercato, i bambini, e ci stanno lavorando intensamente».

In che senso?
«Ad esempio nel caso del bambino mandato via da scuola, mi chiedo come è potuto venire in mente al preside che quell'alunno dovesse essere curato con specifici farmaci? O si tratta di una persona che è stata negli Usa, oppure, più plausibilmente, nella sua scuola sono già andate a tenere dei corsi di formazione delle associazioni o unità di neuropsichiatria infantile che invitano gli insegnanti a segnalare questi casi».

Lei invece cosa fa di fronte a un bambino iperattivo?
«Faccio il medico. Visto che il bambino ha dei problemi, inizio a raccogliere gli elementi, poi prescrivo degli esami per capire se c'è qualche malattia fisica o disfunzione ormonale. Escluso questo, faccio indagini a livello delle relazioni: come vive in famiglia quel bambino? Magari viene picchiato o violentato, oppure dei bulli lo aspettano fuori da scuola tutte le mattine e non lo dice...».

I trentamila piccoli sotto psicofarmaco in Italia hanno tutti una diagnosi di Adhd?
«Non è detto. Cinquant'anni fa, quando un bambino piccolo piangeva tanto, nessuno gli dava un sedativo. Oggi è frequente trovare mamme che dicono "Cosa vuoi che gli faccia un pochino di questa roba?", e medici che li prescrivono. E passare dal tranquillante al farmaco, ben più invasivo, è fin troppo facile».

Ma Cestari e il suo staff sono talmente convinti della loro battaglia, da aver stampato un milione di copie di un opuscolo che da lunedì sarà inviato alle scuole, alle pubbliche amministrazioni, ai parlamentari e ai media, intitolato «Perché non accada anche in Italia».

Basta dare un'occhiata alle deliziose illustrazioni di Bozzetto e Silver, e arrivare poi alle agghiaccianti pagine in cui ci sono le foto e le storie dei bambini americani morti per le complicanze dovute all'assunzione prolungata di psicofarmaci, per capire che il prezzo da pagare è troppo alto. Soprattutto, sottolineano nell'iniziativa patrocinata dalla Rai Segretariato Sociale, per curare «una malattia che non esiste».

Alla battaglia hanno aderito Claudio Baglioni, Angelo Branduardi, Loris Capirossi, Yuri Chechi e molte altre star.

di Rossella Minotti

 

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