DomandeFrequenti (FAQ)
1. Cos’è « perchéNONaccada »?
È una
campagna culturale
sul tema ADHD (Attention
Deficit Hyperactivity
Disorder – in
lingua italiana:
Disturbo da Deficit
di Attenzione e
Iperattività)
e su tematiche
affini. Non si
occupa di farmacovigilanza,
tantomeno di combattere
questo o quello
psicofarmaco o
industria farmaceutica.
La campagna, in
modo semplice e
facilmente comprensibile,
fornisce gli elementi
essenziali affinché ogni
persona possa capire, farsi le
proprie opinioni
personali e scegliere.
La
campagna nasce
dalla collaborazione
tra 4 Onlus (ASVI,
CCDU, CESVIC, WDA)
che si sono assunte
l’onere
e lo scopo di
informare il pubblico
su tali temi.
2.
« perchéNONaccada » è una
associazione?
No. È un’idea;
una campagna
comune portata
avanti da entità differenti,
così come è avvenuto
(ad esempio)
per la campagna
che si opponeva
alle mine anti
uomo e per altre
campagne sociali.
3.
A chi appartiene « perchéNONaccada »?
La
campagna non appartiene
a nessuno, se non
eventualmente
a coloro che la promuovono.
La campagna si fonda
su una serie di
accordi scritti, stabiliti
tra le 4 Onlus promotrici.
Queste prendono assieme
e democraticamente
le decisioni operative.
Per quanto attiene
agli aspetti scientifici,
esiste una Direzione
Scientifica, formata
da 3 esperti di livello
internazionale.
4.
Quando è iniziata?
La
campagna ha preso
ufficialmente
avvio a fine maggio,
2006,
con la stampa e la
spedizione di centinaia
di migliaia di copie
di un opuscolo
specifico intitolato « Perché non
accada anche in Italia ».
5.
Cosa si propone di
fare in futuro?
La
campagna proseguirà con
ulteriori stampe
del medesimo
opuscolo e con
ulteriori iniziative
sempre di grande
impatto e visibilità che
sono già state
programmate.
Queste sono
in fase di
organizzazione
e saranno
finalizzate
alla comunicazione
del messaggio
e alla diffusione
di una maggiore
coscienza
critica individuale
sul tema.
Saranno via
via evidenziate
e presentate
sul sito,
in concomitanza
con la comunicazione
ai media.
6.
La campagna è legata
o vicini a
qualche partito
o schieramento
politico,
religioso,
ideologico?
Questa è una
campagna culturale
e di informazione.
Come ben evidenziato
nella terza
di copertina
dell’opuscolo
informativo: “Questa
iniziativa
raccoglie
gruppi,
associazioni
e persone
differenti.
Non appartiene
a qualcuno,
ma a ciascuno
dei partecipanti,
con la propria
identità,
senza pregiudizi
di razza,
colore, religione,
ideologie
o schieramenti
politici;
nel rispetto
delle differenze,
ma concordi
e uniti sul
suo contenuto”.
È regola
etica e deontologica
di una campagna
culturale
di così vasta
portata la condivisione
del messaggio indipendentemente
da ogni posizione
politica
ideologica religiosa
o altro: il diritto
di informazione e
la tutela dell'infanzia
sono un patrimonio
umano di condivisione
e di tolleranza universali.
Siamo uniti e
concordi
sulla campagna
e sulle
idee illustrate nell’opuscolo.
Crediamo
che queste
idee siano
ampiamente
condivisibili
da moltissime
persone,
indipendentemente
da opinioni
e scelte
personali.
7.
Ma non
esistevano già altre
associazioni
/ campagne,
che si
occupavano
di questo
tema, quali: “L’Argento
vivo addosso”, “Giùlemanidaibambini”, “No
Ritalin” e
altre,
che si
occupavano
di questo
tema.
Non vi
sembravano
già sufficienti,
senza
bisogno
di crearne
un’altra?
Apprezziamo
il lavoro
svolto da altre
associazioni. perchéNONaccada è tuttavia
una campagna
che ha
un taglio
differente:
noi non
chiediamo proibizioni
di farmaci,
non facciamo
farmaco–vigilanza,
non chiediamo
nemmeno
la proibizione
dei
test: chiediamo
che
i test
non vengano
fatti come
screening,
a tappeto,
sulla popolazione
infantile italiana — poiché questo
viola la
libertà dei
cittadini ed è una
intrusione dello
stato nella famiglia.
Inoltre,
constatando il
diffondersi di
una
cultura e
di
corsi di
formazione
per gli
insegnanti nelle
scuole, ci
siamo fatti
carico di
diffondere
argomentazioni
e riflessioni
culturali, laddove
ci è sembrato
fossero
carenti.
Infine,
se
nasceranno altre
associazioni
o iniziative,
con
posizioni similari
su
queste tematiche,
ne
saremo felici.
Ci
auguriamo
che su
questi
temi
vi sia
la nascita
di
molte altre future
iniziative, associazioni
o
gruppi. Ciò costituisce
quel
movimento culturale
di
risposta sociale
ed
etica per
l'infanzia
a cui
la campagna
ha
lo
scopo di
dare avvio.
8.
Ma questa
non è una
dispersione
di forze?
A
nostro avviso
assolutamente
no.
Anzi ci
auguriamo
che altri gruppi e
associazioni
si levino
in
piedi per far sentire
la
propria voce
su
tematiche a nostro
avviso
così importanti
e
delicate.
Viviamo in
una società democratica
dove vi è libertà d’espressione
e
d’associazione.
Esistono
ad esempio
molte associazioni
che
si occupano
di
tematiche
affini
o
quasi identiche
e persino
con
approcci
similari;
esistono
l’Unicef
e
Save the Children,
Medici
Senza
Frontiere
ed
Emergency,
solo
per citarne
alcune…
Per
coloro
il cui
scopo è la
tutela
dei
bambini,
delle
famiglie
e i
loro
diritti,
la nascita
di ulteriori
forze
che
cercano
di tutelarli,
non
può che
essere
vista
con
favore.
9.
Tra
le
associazioni
che
aderiscono
alla
vostra
iniziativa
ci
sono,
insomma
di
tutto
e
di
più…,
non
per
fare
torto
a
qualcuno,
ma
non
vi
sembra
un
minestrone
dove
dentro
c’è qualsiasi
cosa?
No,
come
abbiamo
scritto
nella
terza
di
copertina,
non
abbiamo
pregiudizi.
Quelle associazioni
rappresentano
centinaia
di
migliaia
di
italiani.
Accettiamo
e apprezziamo
chiunque
voglia
unirsi
a
noi
e
dare
il
suo
contributo: se
domani
l’associazione
per “La
preservazione
delle
canoe
aborigene”,
volesse
aderire,
gli
chiederemo: “avete
letto
l’opuscolo
e
siete
concordi
sul
suo
contenuto e
su
quanto
stiamo
facendo?” Se
rispondono
di
sì
e
lo
sottoscrivono,
saremo
lieti
di averli
a
bordo!
10.
Ma
cosa
c’entrano
i
motociclisti… Clinica
Mobile,
Federazione
Internazionale
di
Motociclismo? Oppure:
le scuole di danza;
la metodologia Pilates;
ecc. ?
Sono
enti
o
associazioni,
che
raccolgono
e
rappresentano migliaia
di
cittadini
italiani
e
che nel
loro
discorso,
progetto,
attività,
condividono
le
basi
culturali
della nostra
iniziativa.
11.
E
se a chiedervi di
poter aderire fosse un’associazione
ad es. “razzista”,
cosa rispondereste?
Fondandoci
sul
principio
del
rispetto
delle differenze,
razziali,
religiose,
ideologiche, ecc.
dubitiamo
assai
che
gruppi che
hanno
invece
tali
pregiudizi, possano
chiedere
di
aderire.
Se
aderiscono,
allora
aderiscono
anche
a quanto
scritto
nella
terza
di copertina:
dovrebbero
fare
una
pubblica dichiarazione
dove
sconfessano
ogni
pregiudizio…
12.
Accetterete
adesioni
di
partiti politici,
qualora
venissero?
Crediamo
negli
uomini
e
nelle donne;
quindi
accetteremo
certamente
adesioni di
singoli
politici.
Se,
con il
tempo,
anche
i
partiti esprimeranno
la
loro
opinione,
ne prenderemo
atto.
Laddove
c’è un
ventaglio
di
entità differenti,
come
in
politica,
dovremo almeno
attendere
che
ogni componente
si
esprima.
Crediamo che
questo
sia
un tema
che
tocca
più le
coscienze
individuali
e la
cultura
generale,
che
non il
dibattito
puramente
politico. Sono
gli
uomini
e le
donne
che
fanno le
cose
e
cambiano il
mondo,
in
peggio o
in
meglio.
13.
Ma
questa
cosa
(la diffusione
del “credere
nella
ADHD”)
in
Italia
non succede,
qui
c’è un’altra
cultura.
Non
vi sembra
di
aver messo
in
piedi
tutto questo
per
niente?
È esattamente
quanto
dicevano
in altre
nazioni,
prima di
ritrovarcisi
immersi. È grazie
al “tanto
non
succede
nulla”, “tanto
noi
siamo
sicuri”, “cosa
vuoi
che
sia…”,
che
abbiamo
avuto la
salita
al potere
del
nazismo,
la catastrofe
del
Vajont e
infiniti
altri
disastri. Migliaia
e
migliaia di
test
già effettuati
in
Italia,
corsi di “formazione” per
insegnanti
che
procedono… non
ci
sembra
proprio una
scena
dove non
sta
accadendo
nulla.
Se
qualcosa
non
accadrà,
sarà perché abbiamo
informato
le
persone. Poi
ognuno,
una volta
informato,
farà le
sue
scelte.
Qualcuno potrà dire
che
abbiamo
sprecato della
carta:
riteniamo sia
stata
ben
usata. Preferiamo
che “non
accada”,
piuttosto
che
lasciare che
le
cose continuino
e
poi
piangere i
nostri
bambini morti
tra
qualche
anno.
14.
Come
mai
non
avete tra
gli
aderenti
le società scientifiche
della
medicina,
pediatria e
della
psichiatria /
neuropsichiatria
infantile?
All’interno
di
tali
enti
vi sono
pareri
differenti
e anche
molto
divergenti
in materia.
Il
nostro
unico interessa
nella
scienza è quello
relativo
ai
suoi
principi di
base,
che
qui vengono
violati.
Una
volta compresi
i
principi
(che abbiamo
illustrato
nell’opuscolo),
ognuno
farà le
sue
scelte.
Ci
occupiamo di
cultura
della
scienza. Questo
concetto è ben
illustrato
a
pagina
4 dell’opuscolo
stesso.
Pertanto,
per gli
scopi
culturali
che
ci prefiggiamo, è assolutamente
inutile
avere
dozzine di
scienziati,
medici
e tecnici.
A
fronte
di
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