Perché Non Accada

Comitato “Perché non accada”

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L'autore: Dott. Roberto Cestari
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DomandeFrequenti (FAQ)

1. Cos’è « perchéNONaccada »?

È una campagna culturale sul tema ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder – in lingua italiana: Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) e su tematiche affini. Non si occupa di farmacovigilanza, tantomeno di combattere questo o quello psicofarmaco o industria farmaceutica.
La campagna, in modo semplice e facilmente comprensibile, fornisce gli elementi essenziali affinché ogni persona possa capire, farsi le proprie opinioni personali e scegliere.

La campagna nasce dalla collaborazione tra 4 Onlus (ASVI, CCDU, CESVIC, WDA) che si sono assunte l’onere e lo scopo di informare il pubblico su tali temi.

2. « perchéNONaccada » è una associazione?

No. È un’idea; una campagna comune portata avanti da entità differenti, così come è avvenuto (ad esempio) per la campagna che si opponeva alle mine anti uomo e per altre campagne sociali.

3. A chi appartiene « perchéNONaccada »?

La campagna non appartiene a nessuno, se non eventualmente a coloro che la promuovono. La campagna si fonda su una serie di accordi scritti, stabiliti tra le 4 Onlus promotrici. Queste prendono assieme e democraticamente le decisioni operative.
Per quanto attiene agli aspetti scientifici, esiste una Direzione Scientifica, formata da 3 esperti di livello internazionale.

4. Quando è iniziata?

La campagna ha preso ufficialmente avvio a fine maggio, 2006, con la stampa e la spedizione di centinaia di migliaia di copie di un opuscolo specifico intitolato « Perché non accada anche in Italia ».

5. Cosa si propone di fare in futuro?

La campagna proseguirà con ulteriori stampe del medesimo opuscolo e con ulteriori iniziative sempre di grande impatto e visibilità che sono già state programmate. Queste sono in fase di organizzazione e saranno finalizzate alla comunicazione del messaggio e alla diffusione di una maggiore coscienza critica individuale sul tema. Saranno via via evidenziate e presentate sul sito, in concomitanza con la comunicazione ai media.

6. La campagna è legata o vicini a qualche partito
o schieramento politico, religioso, ideologico?

Questa è una campagna culturale e di informazione. Come ben evidenziato nella terza di copertina dell’opuscolo informativo: “Questa iniziativa raccoglie gruppi, associazioni e persone differenti. Non appartiene a qualcuno, ma a ciascuno dei partecipanti, con la propria identità, senza pregiudizi di razza, colore, religione, ideologie o schieramenti politici; nel rispetto delle differenze, ma concordi e uniti sul suo contenuto”.

È regola etica e deontologica di una campagna culturale di così vasta portata la condivisione del messaggio indipendentemente da ogni posizione politica ideologica religiosa o altro: il diritto di informazione e la tutela dell'infanzia sono un patrimonio umano di condivisione e di tolleranza universali. Siamo uniti e concordi sulla campagna e sulle idee illustrate nell’opuscolo.
Crediamo che queste idee siano ampiamente condivisibili da moltissime persone, indipendentemente da opinioni e scelte personali.

7. Ma non esistevano già altre associazioni / campagne, che si occupavano di questo tema, quali: “L’Argento vivo addosso”, “Giùlemanidaibambini”, “No Ritalin” e altre, che si occupavano di questo tema. Non vi sembravano già sufficienti, senza bisogno di crearne un’altra?

Apprezziamo il lavoro svolto da altre associazioni. perchéNONaccada è tuttavia una campagna che ha un taglio differente: noi non chiediamo proibizioni di farmaci, non facciamo farmaco–vigilanza, non chiediamo nemmeno la proibizione dei test: chiediamo che i test non vengano fatti come screening, a tappeto, sulla popolazione infantile italiana — poiché questo viola la libertà dei cittadini ed è una intrusione dello stato nella famiglia.
Inoltre, constatando il diffondersi di una cultura e di corsi di formazione per gli insegnanti nelle scuole, ci siamo fatti carico di diffondere argomentazioni e riflessioni culturali, laddove ci è sembrato fossero carenti.
Infine, se nasceranno altre associazioni o iniziative, con posizioni similari su queste tematiche, ne saremo felici. Ci auguriamo che su questi temi vi sia la nascita di molte altre future iniziative, associazioni o gruppi. Ciò costituisce quel movimento culturale di risposta sociale ed etica per l'infanzia a cui la campagna ha lo scopo di dare avvio.

8. Ma questa non è una dispersione di forze?

A nostro avviso assolutamente no. Anzi ci auguriamo che altri gruppi e associazioni si levino in piedi per far sentire la propria voce su tematiche a nostro avviso così importanti e delicate. Viviamo in una società democratica dove vi è libertà d’espressione e d’associazione.
Esistono ad esempio molte associazioni che si occupano di tematiche affini o quasi identiche e persino con approcci similari; esistono l’Unicef e Save the Children, Medici Senza Frontiere ed Emergency, solo per citarne alcune…
Per coloro il cui scopo è la tutela dei bambini, delle famiglie e i loro diritti, la nascita di ulteriori forze che cercano di tutelarli, non può che essere vista con favore.

9. Tra le associazioni che aderiscono alla vostra iniziativa ci sono, insomma di tutto e di più…, non per fare torto a qualcuno, ma non vi sembra un minestrone dove dentro c’è qualsiasi cosa?

No, come abbiamo scritto nella terza di copertina, non abbiamo pregiudizi. Quelle associazioni rappresentano centinaia di migliaia di italiani. Accettiamo e apprezziamo chiunque voglia unirsi a noi e dare il suo contributo: se domani l’associazione per “La preservazione delle canoe aborigene”, volesse aderire, gli chiederemo: “avete letto l’opuscolo e siete concordi sul suo contenuto e su quanto stiamo facendo?” Se rispondono di sì e