ADHD: informazioni utili
RITALIN
Il Ritalin è prodotto dalla multinazionale Novartis, nata nel '97 dalla fusione della Ciba-Geigy e della Sandoz.
In America l’uso del Ritalin è supportato dal CHADD, l'Associazione dei parenti malati di ADHD, che attua importanti campagne mediatiche e dall'APA (Associazione Americana Psichiatri), con la creazione e l’aggiornamento del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico delle Malattie mentali).
Oltre alla versione “normale”, negli USA e in alcune altre nazioni viene commercializzata una versione long release (a lunga durata di azione), denominata Ritalin SR. Infine, nei soli USA è in arrivo una versione di Ritalin sotto forma di cerotto.
Un dato da tenere in considerazione è anche il fatturato della Novartis (www.novartis.it/media/comunicati/index.jsp?menu=1&id_obj=366) che nel 2006 solo negli USA è aumentato del 15%, fino a raggiungere i 2,1 miliardi di dollari, ed è stato trainato da alcuni farmaci generici, ma la crescita è stata sostenuta anche dai farmaci Focalin/Ritalin.
Altri farmaci
In commercio negli Usa e in alcune altre nazioni, oltre al Ritalin, per l’ADHD vengono prescritti i seguenti farmaci:
AdderallXR, prodotto dalla Britain's Shire Pharmaceuticals Group;
Concerta, prodotto dalla Johnson & Johnson;
Dexedrine, prodotto dalla GlaxoSmithKline;
Strattera, prodotto dalla Eli Lilly and Co.
ADHD significa letteralmente Attention Deficit Hyperactivity Disorder, che in lingua italiana diviene “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività”. Se un bambino è distratto, se non segue le direttive e si agita, oggi può essere etichettato come malato mentale. |
DSM:
Il Manuale Diagnostico e Statistico è stato pubblicato dall'APA per la prima volta nel 1952. Il DSM è un catalogo di disturbi mentali. Sotto il termine che definisce un determinato disturbo è stampato un elenco di sintomi che servono a diagnosticarlo. Un paziente può essere "diagnosticato" come affetto da un particolare disturbo mentale, se si riscontrano abbastanza sintomi fra quelli elencati per il determinato disturbo.
L’ADHD è diagnosticata in base a domande tratte dal DSM (www.psicologia-sviluppo.com/adhd.htm), esempi di queste domande possono essere letti in diversi siti internet come per esempio nel sito dell’AIFA alla voce DSM IV genitori (www.aifa.it/dsm_genitori.htm) o alla voce DSM IV insegnanti (www.aifa.it/dsm_insegnanti.htm) dove sono elencate una serie di domande che sono utilizzate per individuare comportamenti di disattenzione ed iperattività nel bambino.
CHADD
Il CHADD (www.chadd.org) che è l’acronimo “Children and Adults with Attention Deficit/Hyperactivity Disorder”, è la più importante Associazione americana di sostegno per i parenti di ADHD. Questa associazione di parenti ritiene che l'ADHD abbia una base biologica, ed è particolarmente attiva nel “chiarire ogni dubbio” e nel difendere da ogni attacco la “malattia” e il Ritalin.
Associazioni simili, con gli stessi principi del CHADD sono nate anche in Italia, tra le più importanti troviamo per esempio l’AIFA (www.aifa.it/home.htm) e l’AIDAI (www.aidai.org).
La situazione in Italia
In Italia, nell'Ottobre 2000 il Ministero della Sanità (www.ministerosalute.it/medicinali/notizie/file/METILFENIDATO.PDF) tramite la CUF - Commissione unica del farmaco – ha invitato la Novartis ad avviare le procedure per la nuova registrazione del farmaco Ritalin (il farmaco era stato ritirato dal commercio dalla stessa Novartis all’inizio degli anni '80) e la Novartis nell’ottobre 2001 (www.novartis.it/media/comunicati/index.jsp?menu=1&id_obj=161) ha comunicato la sua disponibilità.
Nello stesso periodo prende il via il Progetto Prisma (Progetto italiano salute mentale adolescenti - www.emedea.it/news/comunicati/news_com_prisma.html), una ricerca epidemiologica multicentrica, avente come promotore l'IRCCS “Eugenio Medea” (www.emedea.it/index.html) di Bosisio Parini di Lecco ed autorizzata dall'Istituto Superiore della Sanità italiano.
Il progetto consisteva nella valutazione dei problemi emotivo-comportamentali nei preadolescenti di età compresa tra i 10 e i 14 anni, selezionati attraverso i registri delle scuole medie inferiori pubbliche in sette città italiane, che erano: Pisa, Lecco, Milano, Cagliari, Rimini, Conegliano Veneto e Roma. L’indagine era strutturata in due parti: in un primo tempo una fase di screening, in un secondo tempo, con un gruppo più ristretto, un’analisi clinica per approfondire la ricerca. Lo studio si è concluso nel 2004 (www.pol-it.org/ital/NT20040920.htm) ed è emerso che 311 soggetti, pari al 9.1% del campione, hanno soddisfatto i criteri per un disturbo psichico secondo la classificazione del DSM IV.
In pratica ogni 1000 adolescenti, 90, secondo i criteri adottati, manifesterebbero una patologia psichica.
Secondo lo studio l’ansia sarebbe il disturbo più frequente (7%), che si rivela principalmente come disturbo ossessivo compulsivo, post traumatico da stress e agorafobia.
Meno del 2% della popolazione pre-adolescenziale soffrirebbe di ADHD, l’1% degli adolescenti soffrirebbe di “disturbi della condotta”
(www.pol-it.org/ital/NT20050318.htm).
Nel Marzo del 2003 il Ministro della Salute aveva approvato un decreto che riportava il Metilfenidato, quindi il Ritalin (it.wikipedia.org/wiki/Ritalin) in Tabella IV, declassandolo così dalle sostanze stupefacenti (Tabella 1 e 2)
(www.sicurezzaonline.it/leggi/legsan/legsan2003/legsan2003doc/legsan2003din/
din20030722.htm).
Il 26 aprile 2006 il Ministro della Salute e il Ministro della Giustizia pubblicano un Decreto che riporta il metilfenidato nella tabella 1 e 2 delle sostanze stupefacenti (www.altalex.com/index.php?idnot=33845).
Seconda fase in Italia
Dopo il Progetto Prisma, il Ministero della Salute ha richiesto un esame più approfondito delle cosiddette malattie mentali in età adolescenziale e parte in questo modo il Progetto ADHD da parte dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS)
(www.iss.it/adhd/prog/index.php?anno=2005&lang=1&tipo=1).
L’ex Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, prima della fine della sua carica politica affermò: "La diagnosi spetterà ai Centri specialistici di neuropsichiatria infantile individuati dalle singole regioni, che definiranno un piano terapeutico e dì controllo secondo le esigenze di ciascun bambino". (articolo di Francesca Amoni - «Venerdì» di Repubblica 13 febbraio 2004).
La novità più rilevante, però, è che per monitorarne la correttezza, l'Istituto Superiore dì Sanità mette insieme un progetto con un registro nazionale dei bambini che useranno il Ritalin. Stefano Vella, direttore del dipartimento del farmaco dell'Istítuto superiore della sanità, ha dichiarato che questo registro è unico nel mondo e che aiuterà a stabilire i criteri omogenei dì diagnosi sapendo quanti e per quanto tempo sono i bimbi in cura.
(www.medeacom.com/ADHD_abstract.htm#A4 - Allarme: la «pillola dell’obbedienza» torna in farmacia, L’Unità 24 settembre 2004).
Questo anche perché secondo l’ISS, l’autorizzazione all’immissione in commercio del Metilfenidato in Italia renderà necessario un monitoraggio dell’uso di questa sostanza nella popolazione pediatrica affetta da ADHD trattata con questo farmaco da solo o in associazione con altri farmaci o con terapie non farmacologiche al fine di garantirne la sicurezza d’uso.
Per soddisfare questa necessita è stato così istituito un registro nazionale, che è uno strumento di sanità pubblica, che vincola la prescrizione del Metilfenidato alla predisposizione di un piano terapeutico semestrale da parte del Centro clinico accreditato alla diagnosi e terapia (Centro di riferimento).
Questo passaggio è finalizzato a garantire accuratezza diagnostica e ad evitare un uso improprio del farmaco (www.cineca.it/siss/adhd.htm).
In cosa consiste questo progetto ADHD?
Eccone la descrizione (le parole sono quelle utilizzate testualmente dai suoi redattori tratte dal Protocollo diagnostico, terapeutico e di follow-up dell’Istituto Superiore di Sanità Dipartimento del Farmaco/Agenzia Italiana del Farmaco http://progetti.iss.it/binary/farm/cont/Protocollo_ADHD.1104159366.pdf).
1. Epidemiologia: Dati di background usati per avere una evidenza del problema. In Italia uno studio condotto in due regioni del centro, su un campione di 232 bambini ha evidenziato una prevalenza del 3,6% di bambini iperattivi in base alla presenza di almeno 8 dei criteri del DSM-IIIR. Un ulteriore 6,9% era un caso potenziale. Lo studio condotto nelle scuole di Firenze e Perugia, nel 1993, ha individuato 9 casi su 250 bambini esaminati. Lo studio del 1998, con pediatri della città di Torino, ha dato la prevalenza del 2,52%. In questo caso la popolazione era di 47,781 assistiti e sono stati individuati 1203 casi. Uno studio del 2002, in Friuli Venezia Giulia, su 64.800 bambini è risultato suggestivo per ADHD con 280 casi, con una prevalenza dello 0,43%. A Roma sono stati condotti due studi, nel 1999 e nel 2003. Nel primo la prevalenza è stata del 1,51% (12 casi su 794 bambini esaminati), nel secondo la prevalenza è stata dello 0,91% (23 casi su 2511 bambini). Questi due studi sono stati condotti dai pediatri di libera scelta. Lo studio di Cesena nel 2003, condotto dai Servizi territoriali su una popolazione di 11.989 soggetti di età compresa tra 7 e 14 anni, ha dato una prevalenza ADHD del 1,1% (131 casi).
2. Diagnosi: La diagnosi di ADHD deve essere basata sulla presenza di 6 o più dei 9 sintomi di disattenzione oppure 6 o più dei 9 sintomi di iperattività/impulsività. La Consensus Conference italiana ha definito i criteri e gli strumenti necessari per una corretta diagnosi di ADHD. (www.aifa.it/lineeguida.htm).
3. Interviste diagnostiche: Queste interviste verranno fatte ai genitori attraverso domande che incoraggiano i genitori a descrivere il bambini con un dettaglio sufficiente a stabilire se uno specifico sintomo (comportamento), è clinicamente significativo, anche considerando fattori che possano modulare la percezione da parte del genitore, quali ambiente sociale, livello culturale, pregiudizi, ecc.
4. Questionario per i genitori e gli insegnanti: In questa fase verranno usati i test su modello americano. Questi test permettono di rilevare importanti informazioni sul comportamento sociale, accademico ed emotivo dei bambini di età compresa tra i 3 e i 17 anni. (www.adhdtesting.org/testing.htm).
5. Valutazione delle abilità di lettura e calcolo: Uno dei frequenti motivi d’invio dei bambini con ADHD alle strutture sanitarie è costituito dalle difficoltà scolastiche. È necessario eseguire sui bambini in età scolare una rapida prova di screening delle abilità di lettura e comprensione del testo ed alcune semplici prove di calcolo aritmetico. Vengono fatti questi test tramite le Prove MT o tramite la Batteria per la valutazione della dislessia.
(prove MT: http://handitecno.indire.it/modules.php?op=modload&name=books&file=index&req=
view_subcat&sid=18&min=10&orderby=dateA&show=5
– Batteria per la valutazione: http://www.neuropsy.it/test/dislessia/01.html)
6. Scala di autovalutazione per ansia e depressione: Bambini ed adolescenti sono gli informatori migliori per i propri sintomi, più attendibili dei genitori ed insegnanti. Le informazioni dirette devono essere integrate dalla compilazione della Scala di Auto-valutazione dell’ansia per i bambini e dal Questionario per la depressione nei bambini.
(www.pnlg.it/tskfrc/cap49.php)
7. L’intervento a scuola: Il coinvolgimento degli insegnanti è parte integrante ed essenziale di un percorso terapeutico per il trattamento del bambino con ADHD. Questo consiste in corsi di formazione per gli insegnati in modo da poter aiutare il bambino che è affetto da ADHD.
8. La terapia farmacologica: Il farmaco di scelta è il Metilfenidato.
9. Popolazione di riferimento: I bambini e i ragazzi con diagnosi di ADHD saranno seguiti dalle Strutture NPIA sulla base di specifici piani terapeutici. I Centri di riferimento potranno effettuare direttamente la presa in carico per i soggetti del proprio territorio o per gruppi selezionati di pazienti. Le prime prescrizioni del metilfenidato verranno effettuare dal Centro di Riferimento, che per almeno il primo mese ne valuterà efficacia e tollerabilità. Successivamente le prescrizioni potranno essere effettuate dal NPI o dal pediatra di famiglia.
Tutto il percorso diagnostico e terapeutico per i bambini ed adolescenti con ADHD dovrà far riferimento a tali Centri, che dovranno prevedere in organico o in convenzione le figure professionali del pediatra, dello psicologo, del pedagogista e dell’assistente sociale. I bambini in terapia con metilfenidato dovranno essere monitorati regolarmente. Per ogni bambino, sarà predisposto un piano terapeutico personalizzato che prevede il controllo clinico da parte del neuropsichiatra infantile del Centro di riferimento dopo una e quattro settimane di terapia per la valutazione dell’efficacia e della tollerabilità.
Qualora venisse deciso di mantenere la terapia farmacologica, saranno programmati controlli clinici almeno dopo 5 mesi e successivamente almeno ogni sei mesi.
(NPIA: www.sinpia-toscana.hid.it/sezione_epidemiologia.html - www.aifa.it/centri_risorse.htm)
--- Termine del testo citato.---
Questo progetto ADHD fa parte dei Registri Nazionale dell’ISS ed in particolare il Progetto Registro ADHD è ancora in fase di avvio. Questo significa che le varie regioni si stanno preparando all’attuazione del progetto.
(www.iss.it/regi/index.php?tipo=45&area=7&lang=1
www.cineca.it/siss/progetti/progetto-adhd.htm).
Se prendiamo nel caso specifico la Regione Veneto, possiamo osservare che con il Decreto pubblicato la Regione Veneto ha dato adempimento selezionando i Centri di Riferimento.
(www.regione.veneto.it/Bollettino+Ufficiale/Consultazioni/Decreti/
114_134_20041228.htm)
Ulteriori fonti:
http://progetti.iss.it/binary/farm/cont/Protocollo_ADHD.1104159366.pdf
http://www.viveremeglio.org/conovive/farmaci/ritalin01.htm
http://www.aidai.altervista.org/sessioni/servizi/besana.pdf
http://www.sopsi.it/congres/archivio/cong_2000/simposi/abstract/01ab_6.htm
http://www.aidai.org/newsletter/2002/Giugno2002.pdf
http://www.edscuola.it/archivio/handicap/adhd.htm
http://www.iss.it/binary/adhd/cont/Che%20cosa%20%20ADHD.1133444406.pdf
Primi casi anche in Italia – alcuni esempi
13 luglio 2005, alla magistratura di Torino il sig. Giorgio Scialuga:
''Tutto è iniziato parecchio in sordina, quasi nel modo più banale: il 27 ottobre sul diario di mio figlio di 8 anni, viene richiesta l'autorizzazione per un test sul deficit di attenzione e iperattività su tutti i bambini della sua classe, su richiesta del dipartimento di neuropsichiatria dell'università di Torino.
Essendo io e mia moglie totalmente contrari a qualsiasi tipo di ingerenza nelle attività scolastiche da parte di psichiatri o psicologia abbiamo negato il nostro consenso. Pochi giorni dopo, parlando con mio figlio, scopro che il test è stato ugualmente somministrato, addirittura pochi giorni prima della richiesta di autorizzazione del 27 ottobre, la cosa si è rivelata ancor più grave quando ho scoperto che i test erano tutt'altro che anonimi''.
Mentre qualcuno denuncia troppe polemiche sul Ritalin, farmaco efficace nella ADHD (deficit di attenzione con iperattività) una mamma di Torino, Gisella ha depositato un esposto presso la procura della repubblica di Torino.
La madre ha dichiarato:
''A fine maggio 2005, le due insegnanti di mio figlio ci hanno messo di fronte ad una scelta, bocciare il bambino facendogli così ripetere la classe seconda elementare oppure promuoverlo alla classe terza a patto che venga seguito da una psicologa. Ci siamo rifiutati. Che cosa vuol dire una proposta del genere? Se mio figlio ha conseguito i risultati attesi per la sua classe deve essere promosso, se non li ha conseguiti deve ripetere l'anno. Cosa c'entra la psicologa: gli psicologi si sono forse sostituiti agli insegnanti?
Questo approccio è inaccettabile ed abbiamo così ritirato nostro figlio dalla scuola per iscriverlo ad un'altra".
Vedi anche:
Quotidiano Nazionale, 14 Luglio 2005 - Torino Cronaca, 23 Febbraio, 2006 –
La Stampa, 14 Luglio, 2005 – La Nazione, Cronaca Pisa, 25 Gennaio, 2006.
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